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reverie
c’è un intoppo nel fluire del mio essere; una corrente sotterranea preme contro un ostacolo, urta, spinge, ma il nodo al centro resiste. oh, fa male, dà angoscia! svengo, cado. il corpo ora si scioglie, mi dissuggello, divento incandescente. ora la corrente sfocia in una marea vasta, profonda, che feconda ed apre ciò che era chiuso, forza ciò che era piegato stretto, straripa. a chi darò tutto ciò che scorre e si versa dal mio corpo caldo, poroso? raccoglierò i fiori e li regalerò - oh! a chi?